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INFORMAZIONI PER PAZIENTI SOTTOPOSTI A PROLASSECTOMIA

                                                       CON SUTURATRICE MECCANICA(INTERVENTO DI LONGO)

L’utilizzo della suturatrice meccanica nel trattamento del prolasso emorroidario, implica la conoscenza, da parte del paziente, di alcune semplici nozioni al fine di mantenere in modo stabile e definitivo il risultato raggiunto

La prolassectomia secondo Longo non è assimilabile ad un’emorroidectomia, infatti, le emorroidi non sono asportate bensì riposizionate all’interno del canale anale dove l’epitelio che le riveste ritrova il proprio habitat naturale allontanandosi dagli impropri rapporti con il mondo esterno (peli, indumenti, sudore ecc.).

Tutto questo avviene attraverso il "lifting" circonferenziale che si riesce ad ottenere con la suturatrice meccanica. In pratica ci troviamo di fronte ad una "manica allungata"che non viene scorciata nella sua porzione terminale bensì,asportando a monte una "benderella" di tre/quattro cm costituita da mucosa e sottomucosa.

La conservazione delle emorroidi e quindi della loro funzione (ammortizzatore idraulico, capacità propriocettiva nel discriminare feci e gas, partecipazione attiva nel meccanismo della corretta occlusione del canale anale e quindi della sua complessiva "tenuta") rappresenta elemento qualificante di questa nuova arma per trattare la malattia emorroidaria.

L’intervento presenta effetti immediati e tardivi. Nell’immediato si percepisce, nella maggior parte dei casi, la gradevole sensazione del riposizionamento più in alto e più interna della rima anale.Tuttavia non si deve nascondere che, specie nelle prime 24 h. è spesso presente dolore che non ha comunque niente a che vedere con quello che compare dopo chirurgia tradizionale e che è facilmente dominabile con bassi dosaggi di farmaci idonei (p.e. Toradol-Lixidol per os o intramuscolo). Durante l’intervento è talvolta necessario apporre dei punti di sutura a scopo emostatico la cui caduta, nei 7/8 gg. successivi può esitare in un sanguinamento sempre modesto ma che conviene comunicare al chirurgo. I punti di sutura metallici vengono eliminati lentamente nelle settimane successive senza che il paziente se ne accorga se non per la completa scomparsa di modestissimi segni d’irritazione locale, peraltro presenti solo in una piccola percentuale.

Le emorroidi rimangono, si riducono nel tempo di volume sia per il miglioramento delle condizioni ambientali e sia per la parziale devascolarizzazione della sutura circolare,ma comunque rimangono e possono andare incontro ad una "crisi",come in qualunque individuo non operato,senza per questo dover far pensare ad un eventuale fallimento della terapia. Dieta finalizzata ad ottenere un bolo fecale "ideale" (né morbido né duro) e la sistematica autoriduzione manuale d’eventuali minimi prolassi residui, rappresentano i cardini fondamentali per arrivare ad un risultato perfetto e duraturo.

                                                

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Aggiornato il: 25-04-05.