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| La colonscopia virtuale è entrata recentemente a far parte a pieno titolo dei presidi diagnostici a disposizione per la valutazione della patologia colo-rettale. Coniugando una complessa elaborazione software ed immagini ottenibili con una TAC addominale riesce a ricreare in modo virtuale una colonscopia tradizionale . Non rappresenta in alcun modo,almeno per ora, un esame che possa sostituire la colonscopia tradizionale ma ne costituisce un complemento importantissimo. Nella nostra struttura abbiamo una incidenza di colonscopie interrotte a vari livelli e per varie cause che si aggira intorno ad un 10/15%.Qundi circa 400/500 pazienti all’anno devono il più delle volte o ripeterla o ricorrere ad un altro esame(p.e. rx clisma opaco) di cui comunque ormai tutti conosciamo i limiti. Dotarsi dell’upgrade necessario per poter ottenere questo tipo di diagnostica è quindi molto importante sia per il valore aggiunto che una Azienda acquisisce quando dimostra di essere al passo con i tempi e sia per i costi molto elevati delle inevitabili “ fughe”quando questo non avviene. Come si può vedere da questa immagine la ricostruzione è del tutto sovrapponibile ad una colo tradizionale e la visione sequenziale delle “fette “ acquisite da la sensazione di ”viaggiare” all’interno del colon con una telecamera. Dopo un iniziale entusiasmo, emerso da alcuni studi effettuati in America che tendono ad enfatizzare l’uso della metodica nello screening, sono emerse puntualmente delle perplessità che, dal nostro punto di vista erano, perfettamente prevedibili. La colonscopia virtuale con tomografia computerizzata per lo screening delle neoplasie del colon in adulti asintomatici
Perry J. Pickhardt, M.D., J. Richard Choi, Sc.D., M.D., Inku Hwang, M.D., James A. Butler, M.D., Michael L. Puckett, M.D., Hans A. Hildebrandt, M.D., Roy K. Wong, M.D., Pamela A. Nugent, M.D., Pauline A. Mysliwiec, M.D., M.P.H. e William R. Schindler, D.O. Volume: 349 - Data: 04/12/2003 - Num.: 23 Abstract Premessa Abbiamo valutato le caratteristiche di resa della colonscopia virtuale con tomografia computerizzata (TC) nella rilevazione di neoplasie colorettali in una popolazione di screening a medio rischio. Metodi Un totale di 1233 adulti asintomatici (età media 57,8 anni) è stato sottoposto nello stesso giorno a colonscopia ottica e a quella virtuale. Nella colonscopia virtuale con TC, i radiologi hanno utilizzato la visualizzazione endoluminale tridimensionale per la rilevazione iniziale di polipi. Durante l'esame iniziale di ciascun segmento del colon, gli esecutori della colonscopia ottica non erano a conoscenza dei risultati ottenuti dalla colonscopia virtuale con TC, che sono stati loro comunicati prima dell'esecuzione di qualunque nuovo esame successivo. La sensibilità e la specificità della colonscopia virtuale e la sensibilità della colonscopia ottica sono state calcolate usando come standard di riferimento i reperti della colonscopia ottica finale, che non era eseguita in cieco. Risultati La sensibilità della colonscopia virtuale per i polipi adenomatosi è risultata del 93,8% per polipi con un diametro di almeno 10 mm, del 93,9% per polipi con un diametro di almeno 8 mm e dell'88,7% per polipi con un diametro di almeno 6 mm La sensibilità della colonscopia ottica per i polipi adenomatosi è risultata rispettivamente pari all'87,5%, 91,5% e 92,3% per le tre dimensioni di polipi. La specificità della colonscopia virtuale per i polipi adenomatosi è risultata del 96,0% per polipi con un diametro di almeno 10 mm, del 92,2% per polipi con un diametro di almeno 8 mm e del 79,6% per polipi con un diametro di almeno 6 mm. Due polipi sono risultati maligni; entrambi sono stati rilevati dalla colonscopia virtuale, mentre uno di essi è passato inosservato alla colonscopia ottica prima che fossero stati rivelati i risultati della colonscopia virtuale. Conclusioni La colonscopia virtuale con TC, basata su un approccio di visualizzazione tridimensionale, rappresenta un metodo di screening accurato per la rilevazione di neoplasie colorettali in adulti asintomatici a medio rischio, ed ha una resa favorevole in confronto alla colonscopia ottica nell'individuare lesioni clinicamente rilevanti. Di contro Ora un nuovo studio, pubblicato questa volta sul Journal dell'Associazione dei medici americani, il JAMA, ha sconfessato questa impostazione. Questo nuovo studio trae i suoi risultati dall'analisi dei casi che riguardano 600 pazienti trattati in nove centri anti-tumorali che si trovano negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, casi che sembrano indicare come, per quanto promettenti, le immagini tridimensionali realizzate ed elaborate grazie a speciali sensori e computer non sono sufficienti ad individuare con certezza le caratteristiche dei tumori al colon. Di seguito ,per completezza di informazione, riferiamo sulle contro deduzioni degli autori del primo lavoro. Immediata è arrivata la replica degli autori del primo studio, che hanno ribadito la validità delle nuove tecnologie di screening affermando che, semmai, il problema risiede nella formazione dei medici radiologi e la loro capacità di interpretare correttamente quanto individuato dalle nuove macchine che eseguono una sorta di scansione virtuale del retto. |
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